Indovinare la parola è facile… farlo al momento giusto è tutta un'altra storia! Oh no, un Gatto Nero! è un divertente party game di parole in cui dare un indizio troppo efficace può essere persino peggio che darne uno completamente inutile.
A ogni turno uno dei giocatori deve cercare di far indovinare una parola agli altri, ma con una complicazione: dovrà utilizzare un numero preciso di indizi. L'obiettivo non è quindi semplicemente aiutare gli altri a trovare la soluzione, ma riuscire a dosare perfettamente le informazioni fino al momento giusto.
Se qualcuno capisce la parola troppo presto, infatti, può trasformare quello che sembrava un ottimo indizio in un clamoroso autogol per chi lo ha fornito.
A complicare ulteriormente la situazione arrivano sortilegi e maledizioni, capaci di interferire con il normale svolgimento del turno e creare situazioni ancora più imprevedibili.
Rapido, immediato e ricco di momenti esilaranti, Oh no, un Gatto Nero! è particolarmente adatto a gruppi di amici e serate in compagnia, soprattutto per chi ama i giochi di parole e di comunicazione.
Come si gioca
Durante il proprio turno, un giocatore scopre segretamente una parola da far indovinare e il numero esatto di indizi che dovrà fornire.
A quel punto comincia a dare gli indizi uno alla volta. La difficoltà sta nel trovare il giusto equilibrio: gli indizi devono portare progressivamente gli altri giocatori verso la soluzione, senza però renderla troppo evidente prima del momento previsto.
Se la parola viene indovinata troppo presto, il giocatore che l'ha scoperta può appropriarsi dei punti che sarebbero andati a chi stava fornendo gli indizi. Essere troppo bravi a suggerire può quindi diventare uno svantaggio.
Bisogna così scegliere attentamente ogni parola: un primo indizio troppo specifico potrebbe rivelare immediatamente la soluzione, mentre uno troppo vago potrebbe rendere impossibile arrivarci quando serve.
Durante la partita entrano inoltre in gioco le carte Sortilegio, che introducono limitazioni e piccoli ostacoli capaci di complicare ulteriormente la comunicazione.
Il risultato è un party game in cui bisogna continuamente cercare di capire quanto dire, cosa dire e soprattutto quando permettere agli altri di capire.